La dura vita di un grafico

fotograficoSono un grafico, sto rinchiuso in un ufficio per 8 ore al giorno e sono costantemente di fronte a un pc. Amo il mio lavoro, specialmente quando bisogna creare pubblicità o comunque grafiche accattivanti per progetti interessanti, ma ci sono poi invece quelle mansioni che veramente, veramente odio con tutto il cuore.

Tra tutte, il dover scontornare le migliaia di fotografie per i cataloghi. Io odio con tutto il cuore i cataloghi, tra i miei più acerrimi nemici sicuramente ci sono le scarpe. Migliaia e migliaia di foto a scarpe da donna, principalmente, dovute a un mero fatto cromatico: c’è un unico modello, ma in colori completamente diversi, dunque, di conseguenza, servono foto diverse da angolazioni diverse che poi io devo sistemare.

Penso che ogni uomo, trovatosi con la propria dolce metà a girare per negozi per fare shopping, abbia odiato profondamente chi produce così tante tipologie di scarpe. Ecco, figuriamoci quanto le può odiare un grafico che spende 8 ore della propria vita a sistemare cinturini microscopici per la caviglia o tacchi improbabili dalle forme più insolite.

Principalmente l’azienda per la quale lavoro ha a che fare con prodotti inerenti alla moda, all’abbigliamento e alle calzature. E ovviamente i miei nemici numero due sono i cataloghi delle borse. Borse piccole, borse giganti, borse medie, da viaggio, valigie, zaini, zainetti, pochette, tutte in tonalità di colore che spaziano dal bianco al nero, passando per tutti i colori intermedi.

Qualche tempo fa mi è capitato di dover lavorare con dei materassi memory foam: sono stati la mia salvezza. Un lavoro veloce, relativamente facile e per il quale non ho dovuto perdere preziosissime diottrie per un quattrocchi come me. Ma so già che fra poco partirà la nuova stagione, ricominceranno i cataloghi di borse e scarpe e l’incubo si ripeterà.

A volte mi domando se questo non sia, per me, il Purgatorio!

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